2021 Gruppo Culturale Artisti di Via Bagutta APS - Tutti i diritti riservati - Realizzazione grafica by Luciano Curtarello© - Rev.Luglio 2021|Mod. 001
Nori
Ada
Critica
RECENSIONI Nella produzione figurativa di Ada Nori, così elegante e raffinata, si legge una certa qual verve e, a volte si percepisce la fugacità del tratto di De Nittis. I toni sempre delicati, pacati, i gesti rapidi, la volontà di non terminare e lasciare che tutto prenda una dimensione individuale consente all'osservatore di essere colpito dritto all'animo e lasciarsi andare ad emozioni, ricordi, sensazioni. Ogni sua opera ha il sapore dell'arte moderna ed il fascino del contemporaneo, come ben si nota in 'Maria', 'piani diversi', 'geometrie imperfette', 'non ho paura del vuoto' e tantissime altre. Silenzio e meditazione trasmettono le sue opere insieme ad un rigore così leggiadro che ha pochi paragoni oggi. Fascino e mistero invadono le sue protagoniste e non solo. Anna Soricaro, Fondazione Giuseppe De Nittis, Barletta – 27giugno 2018 Torna alla pagina dell’Artista RECENSIONE CRITICA In un mondo dove il sistema dell’arte sembra bombardarci sempre più attraverso stimoli eterogenei fra loro, e dove le mode creative si fanno più rapide di uno schiocco di dita, Ada Nori sceglie una via coraggiosa: la figura umana. La sua è un’arte diretta, espressiva, in grado di far emergere esigenze interiori. Troviamo donne “disallineate”. Un’espressione che indica la mancanza di simmetria tra mente e corpo, tra pulsioni istintuali ribelli e l’esigenza di rimanere entro binari sociali prestabiliti e accettati. La forte componente espressionistica dei suoi lavori è visibile nella pennellata e nella scelta di dare alla componente cromatica una connotazione più interpretativa che descrittiva. L’osservatore più attento noterà la sua voglia di sperimentare, di giocare con gli elementi del linguaggio pittorico fondendo sapientemente figura e astrazione, solidità e dissolvimento, pittura materica e carnosa che all’improvviso si fa velata e sfumata. La sua è un’indagine conoscitiva dell’anima che spinge lo spettatore ad interrogarsi su sé stesso e a entrare in relazione con una parte nascosta del proprio sé, facendolo volare verso orizzonti più elevati. Giovanni Amoriello, Lodi, 8 settembre 2018. Torna alla pagina dell’Artista GEOMETRIE IMPERFETTE Un incontro, due sguardi, una perfetta simmetria tra le parti, queste sono le caratteristiche dell'opera "Geometrie imperfette" rese incomparabili dalla grande maestria tecnica di Ada Nori. Si tratta di una composizione maestosa dove l'artista approda a un linguaggio figurativo di rara bellezza, appropriandosi di una improbabile prospettiva specificando i limiti dell'arte pittorica. Uno scenario quasi onirico rappreso in un'iconografia virtuale muovendosi su un piano parallelo tra fantasia e realtà. Antonio Castellana, 4 giugno 2017 Torna alla pagina dell’Artista
L’ATTENZIONE ALL’IDENTITÀ FEMMINILE DI ADA NORI Nell’offerta di iniziative che sempre prima delle ferie estive fioriscono attorno alle arti visuali sul territorio, le opere della milanese Ada Nori al Calicantus bistrot dell’O.M. di Lodi si distinguono senz’altro per la raffinata elaborazione e l’invenzione iconografica, da meritare una lieta attenzione. Diplomata da solo un triennio alla Scuola superiore d’arte dello Sforzesco di Milano, la Nori ha impostato la propria pittura su un ceppo culturale unitario d’ambito figurativo, rivelandosi più che una scommessa per il percorso intrapreso, sospeso tra fantasia e razionalità, intuizione e introspezione; per porre al centro la figura femminile, colta nelle forme e nei modi più vari della quotidianità e dell’intimità, dello spazio e delle relazioni con se e con “l’altro di sé”, per dirla con la Wolf, una delle principali figure europee del XX secolo. Esplicita una pittura che guarda dentro all’animo femminile, l’osserva e l’approfondisce, richiamando posizioni teorico-letterarie, come quelle appunto della citata scrittrice londinese, che ripensano all’immagine della donna nei suoi diversi rapporti esistenziali e di vita. Suggestiona con una pittura “intuitiva”. Scelta “a pelle”. Di essa colpisce l’applicazione sperimentale, anche se la tentazione potrebbe avvicinarla, per alcuni particolari espressivi, a quella tratta dalle tensioni del quotidiano, da certo realismo esistenziale (es. Giuseppe Banchieri). Scriveva Bachelard, una delle maggiori figure della cultura francese nei suoi studi sull’immaginario: “una intuizione non si può dimostrare, si sperimenta”. Niente di più rasente alle attuali immagini della Nori, in cui l’intuizione e lo sdoppiamento geometrico ha molto a che fare con la memoria visiva e la percezione. L’esposizione conferma quanto già premi e presenze (Wab Women Art di Bra, Donne in Rinascita, Premio internazionale Iside, Premio Celeste, Mostra del Tigullio, Radar ecc., e nel lodigiano alla galleria Oldrado da Ponte e a San Fiorano), avevano messo in evidenza: una pratica che scopre la particolare sensibilità a riflettere sull’identità femminile, aiutando l’osservatore ad avvicinare lo sguardo e farsi coinvolgere dal chiaro legame con il processo creativo. I risultati presentano possibilità interpretative e assonanze nel passaggio tra una rappresentazione e l’altra, dove la tecnica della pittura – a volte immobile o legata – si lascia andare al momento dell’ispirazione e dell’idea. O dell’intuizione. Aldo Caserini, Periodico d’arti figurative FORME ’70, giugno 2017 Torna alla pagina dell’Artista NEL SEGNO DELLA DONNA Galleria Oldrado da Ponte. Il soggetto preferito di Ada Nori sono figure di donne, colte nel loro confrontarsi con il tempo attuale. L’autrice milanese si esprime con immagini singole, ma più spesso con gruppi di figure accomunate dalla situazione emotiva rivelatrice di inquietudini, in insiemi movimentati o in compatte composizioni. Corpi si mescolano alle ombre sugli scenari urbani, e simili a edifici sono anche i contenitori accatastati a custodire sogni e intimità. A sostenere iconografie e contenuti sono la costruzione compositiva e le scelte di colore che attingono, salvo sporadiche timbricità, da una tavolozza di blu, grigi, ocra e bruni, segnati da sgocciolature. Ed è il loro contrastare con i bianchi, in accentuati controluce, a definire l’elemento stilistico distintivo della personalità della pittrice, insieme all’accorgimento del “non finito” che assegna al quadro aperture di respiro. Marina Arensi, Il Cittadino, 20 giugno 2015 Torna alla pagina dell’Artista
Web: www.adanori.it Tel. 338 53 53 199
2021 Gruppo Culturale Artisti di Via Bagutta APS - Tutti i diritti riservati Realizzazione grafica by Luciano Curtarello©- Rev.Luglio 2021|Mod. 001
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Sito web: www.adanori.it Tel. 338 53 53 199
Critica
Nori Ada
Principali esposizioni Fusions, collettiva, Galleria Rinascita, 2021, Sarnico (Bg) Le artefici del mondo, collettiva, Centro culturale Mercato, 2020-21,Argenta (Fe) Le artefici del mondo, collettiva, Fondazione Estense, 2020, Ferrara La via dell’arte, collettiva, Pittori di Via Bagutta, 2020, Milano Robotic man, collettiva, Independent Artists, 2020, Busto Garolfo (Mi) Frammenti, personale, Spazio d’Arte, 2020, Moneglia (Ge) Varchi, personale, Galleria Arte Bagutta, 2020, Milano Sense and Sensibility, bipersonale, Arcgallery, 2020, Monza (Mi) Affordable Art Fair, Independent Artists, 2020, Milano Just Blue. A monochromatic exhposition”, collettiva, 2019, Poppi (Ar) Acqua. L’elemento primordiale visto dall’arte, collettiva, 2019, Busto garolfo (Mi) Fabbrica del Vapore. Spazi ai talenti, collettiva d’arte, 2019, Milano Paratissima, 15^ art fair, 2019, Torino Via Bagutta 110^ edizione, collettiva 2019, Milano Canovacci, personale, 2019, Perugia Paris Art Fair, 2019, Parigi Donne in cammino, personale, 2019, Casatenovo (Lc) Sguardi oltre, personale, 2019, Genova Faces. I volti dell’uomo, collettiva, 2018 Busto Garolfo (Mi) Fabbrica del vapore, collettiva, 2018, Milano Caffè letterario, personale, 2018, Lodi Satura International Contest, 2018, Genova Visioni contemporanee, quadripersonale, 2018, Lodi Specchio. L’immagine del sé, personale, 2018, Firenze Genova Art Expo, collettiva, 2018, Genova Vernice Art Fair Forlì, 2018, Forlì Affordable Art Fair, 2018, Milano Arte Padova, fiera, 2017, Padova Immaginifiche frontiere, collettiva, 2017, Livorno Special guest a Donne in rinascita, 2017, Milano Una stanza tutta per me, personale, 2017, Cuneo Trascorrenze, collettiva, 2017, Massa Marittima Woman Art Bra, concorso, 2016, Cuneo Donne in rinascita, concorso, 2016, Milano 20° Concorso SaturArte, 2015, Genova Nel segno della donna, personale, 2015, Lodi VI Biennale di Genova, 2015, Genova Premio Mostra del Tigullio, 2015, Chiavari (Ge) Passion Art Barcelona, collettiva, 2014, Barcellona Premio Adrenalina, 2014, Roma Premio Internazionale Iside, 2014, Benevento Sopravvivere, concorso, 2014, Milano Torna alla pagina dell’Artista
RECENSIONI Nella produzione figurativa di Ada Nori, così elegante e raffinata, si legge una certa qual verve e, a volte si percepisce la fugacità del tratto di De Nittis. I toni sempre delicati, pacati, i gesti rapidi, la volontà di non terminare e lasciare che tutto prenda una dimensione individuale consente all'osservatore di essere colpito dritto all'animo e lasciarsi andare ad emozioni, ricordi, sensazioni. Ogni sua opera ha il sapore dell'arte moderna ed il fascino del contemporaneo, come ben si nota in 'Maria', 'piani diversi', 'geometrie imperfette', 'non ho paura del vuoto' e tantissime altre. Silenzio e meditazione trasmettono le sue opere insieme ad un rigore così leggiadro che ha pochi paragoni oggi. Fascino e mistero invadono le sue protagoniste e non solo. Anna Soricaro, Fondazione Giuseppe De Nittis, Barletta – 27giugno 2018 Torna alla pagina dell’Artista RECENSIONE CRITICA In un mondo dove il sistema dell’arte sembra bombardarci sempre più attraverso stimoli eterogenei fra loro, e dove le mode creative si fanno più rapide di uno schiocco di dita, Ada Nori sceglie una via coraggiosa: la figura umana. La sua è un’arte diretta, espressiva, in grado di far emergere esigenze interiori. Troviamo donne “disallineate”. Un’espressione che indica la mancanza di simmetria tra mente e corpo, tra pulsioni istintuali ribelli e l’esigenza di rimanere entro binari sociali prestabiliti e accettati. La forte componente espressionistica dei suoi lavori è visibile nella pennellata e nella scelta di dare alla componente cromatica una connotazione più interpretativa che descrittiva. L’osservatore più attento noterà la sua voglia di sperimentare, di giocare con gli elementi del linguaggio pittorico fondendo sapientemente figura e astrazione, solidità e dissolvimento, pittura materica e carnosa che all’improvviso si fa velata e sfumata. La sua è un’indagine conoscitiva dell’anima che spinge lo spettatore ad interrogarsi su sé stesso e a entrare in relazione con una parte nascosta del proprio sé, facendolo volare verso orizzonti più elevati. Giovanni Amoriello, Lodi, 8 settembre 2018. Torna alla pagina dell’Artista GEOMETRIE IMPERFETTE Un incontro, due sguardi, una perfetta simmetria tra le parti, queste sono le caratteristiche dell'opera "Geometrie imperfette" rese incomparabili dalla grande maestria tecnica di Ada Nori. Si tratta di una composizione maestosa dove l'artista approda a un linguaggio figurativo di rara bellezza, appropriandosi di una improbabile prospettiva specificando i limiti dell'arte pittorica. Uno scenario quasi onirico rappreso in un'iconografia virtuale muovendosi su un piano parallelo tra fantasia e realtà. Antonio Castellana, 4 giugno 2017 Torna alla pagina dell’Artista L’ATTENZIONE ALL’IDENTITÀ FEMMINILE DI ADA NORI Nell’offerta di iniziative che sempre prima delle ferie estive fioriscono attorno alle arti visuali sul territorio, le opere della milanese Ada Nori al Calicantus bistrot dell’O.M. di Lodi si distinguono senz’altro per la raffinata elaborazione e l’invenzione iconografica, da meritare una lieta attenzione. Diplomata da solo un triennio alla Scuola superiore d’arte dello Sforzesco di Milano, la Nori ha impostato la propria pittura su un ceppo culturale unitario d’ambito figurativo, rivelandosi più che una scommessa per il percorso intrapreso, sospeso tra fantasia e razionalità, intuizione e introspezione; per porre al centro la figura femminile, colta nelle forme e nei modi più vari della quotidianità e dell’intimità, dello spazio e delle relazioni con se e con “l’altro di sé”, per dirla con la Wolf, una delle principali figure europee del XX secolo. Esplicita una pittura che guarda dentro all’animo femminile, l’osserva e l’approfondisce, richiamando posizioni teorico-letterarie, come quelle appunto della citata scrittrice londinese, che ripensano all’immagine della donna nei suoi diversi rapporti esistenziali e di vita. Suggestiona con una pittura “intuitiva”. Scelta “a pelle”. Di essa colpisce l’applicazione sperimentale, anche se la tentazione potrebbe avvicinarla, per alcuni particolari espressivi, a quella tratta dalle tensioni del quotidiano, da certo realismo esistenziale (es. Giuseppe Banchieri). Scriveva Bachelard, una delle maggiori figure della cultura francese nei suoi studi sull’immaginario: “una intuizione non si può dimostrare, si sperimenta”. Niente di più rasente alle attuali immagini della Nori, in cui l’intuizione e lo sdoppiamento geometrico ha molto a che fare con la memoria visiva e la percezione. L’esposizione conferma quanto già premi e presenze (Wab Women Art di Bra, Donne in Rinascita, Premio internazionale Iside, Premio Celeste, Mostra del Tigullio, Radar ecc., e nel lodigiano alla galleria Oldrado da Ponte e a San Fiorano), avevano messo in evidenza: una pratica che scopre la particolare sensibilità a riflettere sull’identità femminile, aiutando l’osservatore ad avvicinare lo sguardo e farsi coinvolgere dal chiaro legame con il processo creativo. I risultati presentano possibilità interpretative e assonanze nel passaggio tra una rappresentazione e l’altra, dove la tecnica della pittura – a volte immobile o legata – si lascia andare al momento dell’ispirazione e dell’idea. O dell’intuizione. Aldo Caserini, Periodico d’arti figurative FORME ’70, giugno 2017 Torna alla pagina dell’Artista NEL SEGNO DELLA DONNA Galleria Oldrado da Ponte. Il soggetto preferito di Ada Nori sono figure di donne, colte nel loro confrontarsi con il tempo attuale. L’autrice milanese si esprime con immagini singole, ma più spesso con gruppi di figure accomunate dalla situazione emotiva rivelatrice di inquietudini, in insiemi movimentati o in compatte composizioni. Corpi si mescolano alle ombre sugli scenari urbani, e simili a edifici sono anche i contenitori accatastati a custodire sogni e intimità. A sostenere iconografie e contenuti sono la costruzione compositiva e le scelte di colore che attingono, salvo sporadiche timbricità, da una tavolozza di blu, grigi, ocra e bruni, segnati da sgocciolature. Ed è il loro contrastare con i bianchi, in accentuati controluce, a definire l’elemento stilistico distintivo della personalità della pittrice, insieme all’accorgimento del “non finito” che assegna al quadro aperture di respiro. Marina Arensi, Il Cittadino, 20 giugno 2015 Torna alla pagina dell’Artista